"Viaggiare è conoscere, e il modo più facile, più diretto, di arrivare a conoscere un Paese è praticare la cucina della gente che lo abita. Nei cibi e nella maniera di cucinarli c’è tutto.”

Mario Soldati
 

I motivi del viaggio


M ario Soldati, celebre giornalista, scrittore e regista della Radio Televisione Italiana, nel 1955/56 intraprese un viaggio lungo la valle del Po, iniziando dalla fonte presso il Monviso fino alla sua foce. Percorso di oltre 500km e di ben 12 puntate che rivoluzionò il modo di fare reportage in tv, di trattare il tema culinario sotto il profilo della cultura e della tradizione locale, esprimendo in modo genuino l’importanza del prodotto slowfood.

Molti critici attribuiscono a Mario Soldati la figura di pioniere dei programmi di cucina odierni, altri il ruolo di ‘padre dell’enogastronomia italiana’. Non potevamo essere indifferenti al 60° anniversario di quel viaggio, testamento prezioso delle nostre radici, della nostra cucina durante la crisi del dopoguerra, prima, e del boom economico degli anni Cinquanta, poi.

 

 

“Mentre la telecamera riprende un’Italia minore, Soldati, intervistatore fuori dagli schemi, parla con contadini, pescatori, imprenditori del mondo alimentare. L’immediatezza dei dialoghi si alterna alla bellezza delle immagini, commentate dalla magnifica musica di Nino Rota. Quella che appare sullo schermo è un’Italia mai vista in tv, molto lontana dalla retorica e dalla magniloquenza delle città d’arte.

Dietro l’apparente divertissement, Soldati anticipa tematiche di grande attualità: si parla di agricoltura, di storia, di antropologia, e ricorda agli italiani, alle soglie del boom economico, che non sempre lo sviluppo coincide col progresso, indicando, nell’opera straordinaria di artigiani e piccoli produttori, una sana alternativa a quella che anni dopo verrà imposta dal mercato.”
Anna Cardini Soldati e Giuliana Zagra